Questo intervista andata in onda il 1 febbraio 2026 al programma Il posto Giusto su RAI 3, racconta una storia personale, ma soprattutto racconta perché esistiamo.
Il Presidente Alessandro Cataldo è disabile dalla nascita. Come molte altre persone, ha studiato, lavorato, cambiato strada, cercato di costruire un percorso professionale basato sulle competenze, sulle idee e sul valore che poteva portare.
A un certo punto, però, arriva una frase che cambia tutto: “Ti abbiamo scelto perché sei disabile.”
Non detta con cattiveria e neppure per ferire, eppure sufficiente a far emergere una verità scomoda: in molti contesti lavorativi, l’etichetta pesa ancora più delle capacità reali.
Quando una persona viene valutata per ciò che rappresenta e non per ciò che sa fare, il problema non è la disabilità. È il sistema. È il modo in cui il lavoro, le organizzazioni e spesso anche le imprese affrontano il tema dell’inclusione.
Da questa esperienza nasce una domanda semplice ma fondamentale:
che cosa succede se, invece di fermarsi, si decide di trasformare quella ferita in responsabilità?
È da qui che nasce la Libera Associazione Disabili Imprenditori.
LADI lavora su formazione, lavoro, imprenditoria e rappresentanza partendo da un principio chiaro: l’inclusione non è uno slogan né un obbligo da rispettare sulla carta. È un fattore di qualità. Se non crea valore reale per le persone e per i contesti in cui operano, non funziona.
Nel video qui sopra viene raccontato questo percorso, dalla difficoltà iniziale alla scelta dell’imprenditorialità, dalla fatica del sentirsi dire “non ce la puoi fare” alla volontà di cambiare le regole del gioco partendo dalle basi.
Non è una storia “eccezionale”, è una storia che riguarda milioni di persone.
Ed è proprio da storie come questa che abbiamo scelto si lavorare sulle competenze, costruire contesti migliori e trasformare l’inclusione in qualcosa di concreto, misurabile e condiviso.
